Il Film

Alle porte del deserto del Negev, un gruppo di teenager e giovani palestinesi lotta con videocamere e azioni nonviolente alla difesa dei propri villaggi contro l’occupazione militare israeliana, riprendendosi la terra e le grotte che sono state sottratte alle loro famiglie.

Tomorrow’s Land: 10 anni fa

La vicenda del villaggio di At-Tuwani è la storia che nel 2010 abbiamo filmato per poi raccontarla con il nostro primo film “Tomorrow’s Land” (2011 – vincitore di numerosi premi in Italia, documentario che ha partecipato tra gli altri ai David di Donatello, Thessaloniki Film Festival, Al Jazeera Film Festival), centrata sull’esperienza del comitato di lotta popolare nonviolenta delle colline a sud di Hebron. Nel corso degli ultimi dieci anni, le colonie attigue ad At-Tuwani hanno continuato ad espandersi, incrementando il numero di abitanti, continuando a costruire abitazioni e fattorie per gli animali. Allo stesso tempo, l’esercito israeliano ha continuato a ostacolare la presenza palestinese nell’area, demolendo qualsiasi nuova abitazione, ostacolando la vita quotidiana tramite check-point volanti e controlli arbitrari, continuando a cercare pretesti per poter allontanare gli abitanti dalle loro case. Un documentario – interamente autoprodotto on-line grazie a Produzioni dal Basso e off-line grazie a decine di incontri pubblici – che ha aiutato a far conoscere la storia di At-Tuwani, è stato visto da migliaia di persone in centinaia di proiezioni nel mondo.

Il ritorno ad At-Tuwani

Nel 2018 siamo tornati ad At-Tuwani per raccontare la storia di “Youth of Sumud”, un collettivo di giovani e teenagers nato e cresciuto sotto occupazione militare e all’interno della lotta popolare del villaggio, composto da ragazzi e ragazze che studiano e si impegnano per garantire a sé e ai loro concittadini la possibilità di continuare a esistere sulla propria terra e ottenere un futuro migliore. I ragazzi e le ragazze di YOS sono i bambini che dieci anni addietro abbiamo filmato mentre compivano un estenuante tragitto dal villaggio di Tuba a At-Tuwani scortati dai soldati dell’esercito israeliano (scorta istituita a seguito dei violenti attacchi portati avanti ai danni dei bambini dai coloni di Ma’On e Havat Ma’on, che furono fonte di proteste e indignazione nella stessa Israele); sono i bambini che abbiamo visto andare a scuola e che sognavano la scomparsa dell’occupazione. Crescendo, alcuni di questi ragazzi hanno costituito un collettivo di lotta chiamato “Youth of Sumud”, decidendo non solo di proseguire l’azione di resistenza nonviolenta del comitato popolare del villaggio ma anche di riappropriarsi (simbolicamente e materialmente) delle terre che sono state sottratte ai loro concittadini, andando ad abitare nelle grotte evacuate di Sarura. Vogliamo raccontare la storia di Youth of Sumud perchè possa costituire un esempio concreto di speranza, una lotta pacifica condotta all’insegna della dignità umana, il cui esito resta tuttora incerto ma il cui finale è scritto attraverso la storia di ciascuno. Una storia minuscola rispetto alla Storia con la S maiuscola, ma allo stesso tempo universale e rappresentativa di un conflitto che sembra non trovare mai fine. Un conflitto che, come tutti i conflitti, potrà trovare un esito positivo solo nella piena accettazione dell’essere umano, riconoscendone l’esistenza e dando ad esso visibilità. E, soprattutto, come i ragazzi e le ragazze di Youth of Sumud sembrano fare nei confronti dei loro pari, speranza.

Il film

Sarura è un documentario low budget girato da una troupe leggera nell’arco di alcune settimane trascorse nei villaggi di Sarura e At-Tuwani, con il supporto logistico e scientifico associazione italiana Operazione Colomba, presente sul territorio da molti anni. Il documentario segue i ragazzi e le ragazze di Youth of Sumud per alcune settimane sancendo l’inizio di un dialogo tra noi e loro che continua tutt’ora. Il film mescola le riprese realizzate in Palestina nel 2018 con il materiale d’archivio girato dai ragazzi nel corso degli ultimi tre anni, periodo in cui la loro attività si è condensata attorno all’esperienza di Sarura e al recupero delle sue grotte. Nel film il loro racconto dell’oggi è alternato al racconto di ieri, quando raccontavano della vita trascorsa tra aggressioni dei coloni e arresti arbitrari da parte della polizia israeliana, dei loro sogni e delle loro speranze. Lo scopo del film è riuscire a gettare luce su cosa potrà essere il futuro di questa terra, mostrando non le strade lastricate dalla violenza che costantemente viene da queste zone, ma la forza di una esperienza di lotta nonviolenta e di resilienza che ha gli occhi di giovani che conoscono molto bene l’aggressione e l’arbitrio, ma hanno imparato a camminare su una strada che oltre a rifiutare l’odio e l’intolleranza, crea le condizioni per il loro superamento.

Perché la coproduzione?

“ Sarura – the future is an unknown place ” è il decimo lungometraggio che produciamo attraverso produzioni dal basso, la nostra rete informale di sostegno e la distribuzione indipendente. In questi anni, il crowdfunding ci ha permesso non solamente di rendere sostenibili dei progetti di produzione cinematografica, ma anche e soprattutto di porre una base per la circuitazione delle opere e la loro diffusione, consentendo la conoscenza al grande pubblico dei temi affrontati. Diventare co-produttori dei nostri film significa anche partecipare ad una rete progettuale che cerca di rendere riconoscibile e sostenibile (attraverso la piattaforma Openddb.it – Distribuzioni dal Basso ) la produzione indipendente, sociale e critica che promuoviamo e grazie all’aiuto di tutte e tutti, produciamo. Crediamo sia necessario mettere in discussione un sistema produttivo e distributivo ribaltando le logiche del mercato cinematografico, dimostrando che si possono realizzare progetti culturali di alto livello a partire dalla giusta retribuzione per il lavoro e lo sforzo creativo fatto, creando reti di comunità e persone che attraverso la produzioni dal basso rendono sostenibile tutto questo. L’idea di base di questo progetto è che questo film, veramente indipendente, verrà finanziato grazie al diretto coinvolgimento di tutti coloro che vogliono che sia realizzato. Serve proprio ad immaginarsi non solo nuove forme di produzione/distribuzione, ma anche nuove forme di di sostegno economico, di comunità. Vuol dire ricoprire un ruolo attivo nella produzione culturale indipendente , dando un significato ben preciso ad un termine inflazionato e che troppo spesso è stato svuotato del suo reale significato: quello di produrre cambiamenti all’interno della società attraverso la narrazione del reale, sperimentando modalità di sostentamento che si basino su nuove formule di rapporto economico e sul meccanismo del dono .

La campagna

Per rendere economicamente sostenibile questo progetto, abbiamo bisogno del tuo aiuto. In questi anni la coproduzione popolare ci ha permesso di continuare a realizzare film in maniera del tutto indipendente e a costruire una rete di distribuzione per la diffusione delle opere. Non si tratta solo di produrre dei film, ma di renderli anche visibili grazie all’aiuto della nostra rete di coproduttori!

Tre sono i modi che ci possono aiutare a portare a termine il film:

1- aiutarci nella diffusione della campagna e della coproduzione del film

2- organizzare nel tuo territorio una serata di presentazione del progetto e di raccolta fondi e quote di coproduzione

3- fare la tua donazione e diventare parte del film

Scopri nella sezione “ricompense” tutte le modalità di sostentamento del progetto. Per rimanere aggiornato sulla campagna, sulla produzione del film e su quanto accade ad At-Tuwani e in West Bank, ti invitiamo a seguire la nostra pagina Facebook e quella di Operazione Colomba.